Come già accennato in un precedente post il rischio di fuoriuscita di 2.400 tonnellate di carburante fa tremare i naturalisti, gli ambientalisti e gli amanti del mondo marino. Da giorni il ministro dell'Ambiente è stato costretto a dichiarare lo stato d'emergenza per scongiurare danni irreparabili all'intera zona.
L'Isola del Giglio (leggi su Wikipedia) si trova a largo della Toscana, nel Parco Marino dell'Arcipelago Toscano, un'area protetta con precise regole da rispettare. La paura è generata dal rischio di spazzare via l'intero ecosistema marino e non solo. Basti pensare che "sole" 400 tonnellate uscite dal cargo Rena hanno irrimediabilmente inquinato un'area marina della Nuova Zelanda e la costa, con 20mila uccelli morti o soffocati dal petrolio.
Il rischio causato dalla nave Concordia, che ha ucciso già una porzione, seppur piccola, di ecosistema, è diventato catalizzatore di polemiche sui comportamenti e gli effetti del passaggio di queste enormi navi. L'Espresso si è occupato più volte in questi giorni della questione, con articoli riguardanti i passaggi nella Laguna di Venezia, con inquinamenti superiori alla norma. Tra i link a destra dell'articolo potrete leggere un dossier e vedere le foto scattate sui luoghi in cui le navi da crociera si avvicinano pericolosamente alle coste.
Vi consiglio di leggere anche l'articolo in cui si espongono tutti i rischi e i danni ambientali (alcuni già avvenuti) correlati alla possibilità di fuoriuscita di olii e carburante dalla Concordia, in un'area considerata perla naturalistica. Tra i link laterali si parla anche del Santuario dei cetacei, una zona importante non tutelata a dovere, con ripercussioni disastrose in caso di peggioramento ecologico della zona.
0 Commenti:
Posta un commento
Un commento può cambiare le cose...